Gr. II, 180 (=934)           

Descrizione del manoscritto

Venezia, Biblioteca nazionale Marciana, Gr. II, 180 (=934)

1001-1100 · membr., guardie cartacee · cc. 2 + 243 + 1 (le guardie iniziali e finali appartengono alla legatura; cartulazione apposta modernamente a matita nell'angolo superiore esterno da 1 a 243 ) · mm 334218 (c. 3).

Fascicolazione: si tratta di 31 fascicoli così composti: 1-15 (8), 16 (7), 17-24 (8), 25 (7), 26-30 (8), 31 (7); manca il primo fascicolo.
Segnatura dei fascicoli: segnati con lettere greche, in basso, nel primo e nell'ultimo foglio di ciascun fascicolo, da β' (c. 1r) a λβ' (c. 237r); ma la segnatura nel foglio finale è visibile solo alle cc. 16v (γ') e 159v (κα'); tutti quaderni, tranne ιζ', κϚ', λβ' di 7 fogli.
Foratura: fori delle rettrici visibili a c. 71r.
Rigatura: a secco, eseguita su lato pelo; sistema 1; tipo Muzerelle 2-21-22/0/0/C (K 30C2 Leroy Sautel).
Specchio rigato: mm 28.252.54 × 22.0, 5.63.25.63.0, 5.20.15 (c. 3r).
Righe: 26/28.
Disposizione del testo: due colonne di scrittura.
Scrittura e mani: il codice risulta copiato da un'unica mano su due colonne in una grafia minuscola, quasi pura (solo la lettera "k" alterna la forma maiuscola) ordinata e regolare, pendente dal rigo, iota muto omesso; dalla c. 211r fino alla fine, in corrispondenza dell'inizio dell'omelia, ιθ', il ductus diventa più veloce e aumentano le lettere maiuscole che si alterrnano alla forma minuscola (Β, Γ, Η, Τ), l'inchiostro è più scuro.
Sigilli e timbri: a c. 1r e c. 243r timbri a inchiostro rosso della Bibliothèque Nationale di Parigi; timbri della Biblioteca Marciana di Venezia a c. 1r, in inchiostro blu e a c. 243r, in rosso.
Stato di conservazione: i margini laterali delle cc. 35, 65, 106 e 172 risultano tagliati e le cc. 202-203 presentano una estesa macchia centrale, senza danno per il testo in entrambi i casi.

Decorazione: 1001-1100 (intitolazioni in inchiostro rosso con piccole lettere maiuscole); iniziali: semplici, in inchiostro rosso.

Legatura: 1701-1750 (veneziana, cfr. Schunke, Die italienischen Einbaende, fig. 2); assi in cartone; color nocciola; palmette agli angoli, sui piatti impresso il simbolo di San Michele di Murano (cfr. Merolla 2010, 894, 895, 897), con la legenda "Abbas S. Michaelis de Muriano Vicarius generalis Provinciae Venetiarum"; sul dorso, in alto, tassello in pelle con impresso in oro "S. Ioan. Chrysostomi Statuarum"; controguardie in carta marmorizzata policroma.

Storia: a c. 1r, nell'angolo inferiore sinistro è apposta a inchiostro la lettera "D" che accomuna il codice con altri codici marciani crisostomici che presentano ugualmente nel primo foglio una lettera: "A" per il Gr. II, 178 (=1051), olim San Michele 894, "B" per il Gr. II, 179 (=1052), olim San Michele 895 ed "E" per il Gr. II, 181 (=983), olim San Michele 897, a indicare la probabile appartenenza ad una raccolta (cfr. Molin Pradel, Note, 18). All'inizio di ogni discorso e omelia, altra mano, in inchiostro più scuro, riporta in greco il numero dei fogli che ciascun testo occupa e ripassa le prime righe di scrittura nei margini superiori esterni deteriorate da fattori ambientali; una mano più recente, cinquecentesca, di un certo Macario, ieromonaco di Creta, attivo tra il 1558 e il 1575 presso la chiesa di S. Giorgio a Priniàs (Creta), interviene con brevi note marginali alle cc. 45r, 69r, 71v, sottolinea il testo a c. 69v, e annota a c. 183v, nei margini superiore e inferiore: Εἰς, αφνη’ γράψας ταῦτα μακάριος ἱερομόναχος ὁ κρὴς e οὖτος ἧν ὃς μετὰ τοῦτα κῆρυξ τοῦ εὐαγγελίου γέγονε καὶ εἰς τὴν δεινὴν αἰχμαλωσίαν ἐκείνην τῆς τληπαθεστάτης κύπρου ἐπίσκοπος ἐκεῖ τῆς πόλεως ἀμμοχώστου τότε ἐτύγχανε, αφοδ’ e aggiunge Τοῦ ταπεινοῦ μακαρίου τοῦ κρητὸς ἐπισκόπου ῥωμαίων ἀμμοχώστου, αφοε’ εἰς τὸν μέγαν γεώργιον τοῦ πρινέα. La stessa mano, a c. 243r, annota: "Αὗται αἰ ἀνδριάντες τοῦ χρυσοστόμου ὑπάρχουσιν τοῦ μοναστηρίου τῆς ἁγίας Αἰκαθηρίνης τῶν συναιτῶν καὶ εἲ τις αὐτὰς ἐξέλωσε τῆς μονῆς νὰ ἒχει τὰς ἀρὰς τῶν τιη' θεοφόρων πατέρων", che il Mittarelli riporta in latino e Costadoni trascrive sul primo foglio di guardia iniziale, in greco e in latino. Il codice quindi potrebbe provenire dal monastero di Santa Caterina del Sinai a Creta (Molin Pradel, Note, p.18), se si considera la nota del sottoscrittore; a c. 243v, note "sine pretio" dello stesso Macario e di altri. A c. Ir antiche segnature di Biblioteca: a inchiostro nell'angolo superiore esterno "LXVII.2" poi cassata; a inchiostro, successivamente trascritta a matita "LXXXVII.3"; al centro, a inchiostro "Classis II. Cod. CLXXX"; a c. 1r e c. 243r timbri a inchiostro rosso della Bibliothèque Nationale di Parigi dove fu portato nel 1797 dal Monastero di S. Michele di Murano. Fu restituito e assegnato alla Marciana nel 1816.

Μακάριος <ieromonaco di Creta; fl. 1558-1575> (nel 1575, vescovo di S. Giorgio a Priniàs, Creta).
Metochion del monastero di Santa Caterina del Sinai <Creta>.

Marciana LXVII.2 espunta (Marciana), Marciana LXXXVII.3 (Marciana), S. Michele 896 (Monastero di San Michele di Murano <Venezia>).

cc. 1r-232v
Autore: Johannes: Chrysostomus <santo; 349-407> (santo, patriarca d'Alessandria; DOC, 2, 1120; EI, 17, 232-233).
Titolo identificato: Ad populum Antiochenum homiliae, DOC, 2, 1120.
Primo testo inc. acefalo καὶ τοῦ προφήτου δαυὶδ καὶ τοῦ παύλου (c. 1r); PG 49, 24, 26-34.
Osservazioni: omelie 1-19 (cc. 1r-221v) e 21 (cc. 221v-232v); indicata erroneamente "κ'"; manca quindi l'omelia 20.

cc. 232v-243r
Autore: Johannes: Chrysostomus <santo; 349-407> (santo, patriarca d'Alessandria; DOC, 2, 1120; EI, 17, 232-233).
Titolo identificato: Catecheses ad illuminandos, DOC, 2, 1121.
Osservazioni: il testo, segnato erroneamente nel codice "ὀμιλία κα’", come fosse quindi l'omelia 21 dell'opera precedente, corrisponde in realtà a "Ad illuminandos catechesis 2" (CPG 4464; PG 49, 231-240) che fa parte delle omelie raggruppate con il titolo "Catecheses ad illuminandos".

Bibliografia a stampa: G.B. Mittarelli, Bibliotheca codicum manuscriptorum Monasterii S. Michaelis Venetiarum prope Murianum, una cum Appendice librorum impressorum seculi XV, Venetiis, ex typographia Fentiana, 1779, qui p. XIX, col. 533.
E. Mioni, I manoscritti greci di S. Michele di Murano, in "Italia medioevale e umanistica", 1 (1958), 317-343, qui 319, 320, 341.
L. Merolla, La dispersione dei codici di San Michele di Murano, in: Il monachesimo italiano dalle riforme illuministiche all'Unità nazionale (1768-1870). Atti del II Convegno di studi storici sull'Italia benedettina, Badia di Cava dei Tirreni (Salerno), 3-5 settembre 1992, a cura di F.G.B. Trolese, Cesena 1992, 685-699, qui 689 e n. 17.
J.-H. Sautel, Répertoire de réglures dans les manuscrits grecs sur parchemin. Base de données établie par Jacques-Hubert Sautel à l'aide du fichier Leroy et des catalogues récents, Turnhout 1995, qui 156.
M. Molin Pradel, Note su alcuni manoscritti greci della Staats- und Universitätsbibliothek di Amburgo, in "Codices Manuscripti", 34-35 (2001), 15-27, qui 18.
M. Molin Pradel, Katalog der griechischen Handschriften der Staats- und Universitätsbibliothek Hamburg, Wiesbaden, L. Reichert, 2002, 31.
L. Merolla, La biblioteca di San Michele di Murano all'epoca dell'abate Giovanni Benedetto Mittarelli. I codici ritrovati, Manziana (Roma) 2010, qui 449-450.

Fonti: Enciclopedia italiana di scienze, lettere ed arti, Roma 1929-.
Clavis Patrum Graecorum qua optimae quaeque scriptorum patrum Graecorum recensiones a primaevis saeculis usque ad octavum commode recluduntur, Turnhout 1974-2003.
V. Volpi, DOC. Dizionario delle opere classiche, Milano 1994.
D. Muzerelle, Pour décrire les schémas de réglure. Une méthode de notation symbolique applicable aux manuscrits latins et autres, in "Quinio", 1 (1999), 123-170.

Riproduzioni: Neg. 3045-3046; pos. 2302-2303.


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