Ang. gr. 123           

Manuscript description

Roma, Biblioteca Angelica, Ang. gr. 123

1051-1300guardie cartacee composito di 2 elementi cc. 4 + 2 (cc. A, I-III; IV-V; c. A n.n., marezzata, solidale alla controguardia anteriore; cc. I-III numerate a lapis nell'angolo superiore esterno del recto della carta; cc. IV-V n.n.; c. V marezzata solidale alla controguardia posteriore. Le cc. II-III contengono un indice settecentesco).

Legatura: 1701-1762 (verisimilmente è una legatura della biblioteca di Domenico Passionei); assi in cartone; marocchino rosso; titolo dorato sul dorso; fermagli, lacci e/o bindelle.

Storia: a c. 1r si legge una nota: "ἡ βίβλος ἥδε τῆς μονῆς τοῦ Προδρόμου τῆς κειμένης ἔγγιστα τοῦ Ἀετίου ἀρχαικὴ δὲ τῆ μονῆ κλῆσις Πέτρα", di una mano verisimilmente della fine del secolo XIII. Il codice fu dunque del monastero del Prodromo di Petra di Costantinopoli. Forse proprio in questo monastero subì un restauro antico che attualmente costituisce la seconda unità codicologica (Ang. gr. 123/2); una carta, tra le attuali 235 e 236, fu tagliata e sostituita con due carte, forse per sanare un salto di copia nel manoscritto originale. Successivamente fu del Cardinale Guido Ascanio Sforza, a quanto risulta dai due inventari della sua biblioteca, Vat. Ott. lat. 2355 vergato da Leone Allacci (6 XVII) e Vat. lat. 3958, Indice di Francesco Torres (75 o 128). Infine fu di Domenico Passionei, giacché il timbro della sua biblioteca compare a c. 6r; la mano del suo bibliotecario Filippo Vitali, compare in più punti del codice: trascrive e traduce in latino la nota di possesso del Prodromo di Petra a c. 1r; sempre a c. 1r assegna la lettera B, forse come collocazione della biblioteca di Passionei. Il codice compare, del resto, nel saggio del catalogo della biblioteca di Passionei di Filippo Vitali, pubblicato in Josephus Blanchinus, Evangeliarium quadruplex latinae versionis antiquae seu veteris italicae, Romae, typis Antonii de Rubeis, 1749, I, pp. DLXI-DLXXII e in Bernard de Montfaucon, Paleographia graeca sive de ortu et progressu literarum graecarum et De variis omnium saecolurom Scriptionis Graecae generibus: itemque de Abbreviationibus & de Notis variarum Artium ac Disciplinarum. Additis Figuris et Schematibus ad fidem manuscriptorum Codicum. Opera & studio D. Bernardi de Montfaucon, Sacerdotis et Monachi Benedectini è Congregatione Sancti Mauri, Parisiis, apud Ludovicum Guerin, sub signo S. Thomae Aquinatis; Viduam Joannis Boudot, sub signo Solis aurei, et Carolum Robustel, sub signo Arboris Palmae, 1708, pp. 290-291, 510-513, il quale studiò nella biblioteca di Passionei. Nel 1762 la biblioteca di Passionei fu acquisita dall'Angelica.

Possessore Μονὴ τοῦ ἁγίου Ἰωάννου τοῦ Προδρόμου ἐν τῇ Πέτρᾳ <Costantinopoli> (Janin 1975, 422).
Possessore Passionei, Domenico <1682-1761> (ABI I 751, 125-130; II 448, 176-180; II S 62, 417; III 322, 301-302).
Possessore Sforza, Guido Ascanio <1518-1564> (ABI I 910, 136-189; Hierarchia catholica, 3, 25).
Altra relazione di D.E. Vitali, Filippo <1699-1771> (ieromonaco di Grottaferrata, bibliotecario di Domenico Passionei; Rocchi, 1884, 150-151).

Angelica A.1.3 (Biblioteca Angelica <Roma>), Sforziana Allacci 6 XVII (Biblioteca Sforziana <Roma>), Sforziana Torres 75 o 128 (Biblioteca Sforziana <Roma>).

Ang. gr. 123/1

1051-1075membr. cc. 270 (cc. 1-233, 236-272; tre serie di cartulazioni: una paginazione a penna settecentesca, cassata, che parte da 1 a c. 6r nell'angolo superiore esterno di ciascuna pagina; una cartulazione a penna di mano di Filippo Vitali al centro del margine superiore del recto di ciascuna carta; una cartulazione a lapis moderna nell'angolo superiore esterno del recto di ciascuna carta) mm 382298 (c. 110).

Fascicolazione: 0/5 (cc. 1-5, carte senza riscontro) || 1/8 (cc. 6-13); 2/8 (cc. 14-21); 3/8 (cc. 22-29); 4/8 (cc. 30-37); 5/8 (cc. 38-45); 6/8 (cc. 46-53); 7/8 (cc. 54-61); 8/8 (cc. 62-69); 9/8 (cc. 70-77) || 10/8 (cc. 78-85); 11/8 (cc. 86-93); 12/8 (cc. 94-101); 13/8 (cc. 102-109); 14/8 (cc. 110-117); 15/8 (cc. 118-125) || 16/8 (cc. 126-133); 17/8 (cc. 134-141); 18/8 (cc. 142-149); 19/8 (cc. 150-157); 20/8 (cc. 158-165); 21/8 (cc. 166-173); 22/8 (cc. 174-181); 23/8 (cc. 182-189); 24/8 (cc. 190-197); 25/6 (cc. 198-203); 26/8 (cc. 204-211) || 27/6 (cc. 212-217); 28/8 (cc. 218-225); 29/8 (cc. 226-233); 30/8-1 (cc. 236-242, le cc. 234-235 appartengono ad altra unità codicologica e sono solidali tra loro, la c. 242 è attaccata con brachetta, giacché il fascicolo ha perduto la prima carta originaria); 31/8 (cc. 243-250); 32/8 (cc. 251-258); 33/8 (cc. 259-266); 34/6 (cc. 267-272).
Segnatura dei fascicoli: una segnatura di fascicolo è posta nell’angolo inferiore interno del recto della prima carta di ciascun fascicolo, visibile alle cc. 6r (α); 14r (β); 22r (γ); 30r (δ); 38r (ε); 46r (ς); 54r (ζ); 62r (η); 70r (θ); 78r (ι); 87r (ια cassato); 95r (ιβ cassato); 102r (ιγ); 110r (ιδ); 126r (ις); 134r (ιζ); 142r (ιη cassato); 150r (ιθ); 158r (κ); 166r (κα); 174r (κβ); 182r (κγ); 190r (κδ); 198r (κε); 204r (κς); 212r (κζ); 218r (κη); 226r (κθ); 234r (λ); 243r (λα); 251r (λβ); 259r (λγ); 267r (λδ). Questa segnatura verosimilmente non è originaria. Una seconda segnatura, seriore, nell’angolo inferiore esterno del recto della prima carta del fascicolo visibile alle cc. 94r (ιβ); 102r (ιγ); 110r (ιδ); 118r (ιε); 126r (ις); 134r (ιζ); 142r (ιη); 150r (ιθ); 158r (κ); 166r (κα); 174r (κβ); 182r (κγ); 190r (κδ); 198r (κε); 204r (κς); 212r (κζ); 218r (κη); 226r (κθ); 243r (λα); 251r (λβ); 267r (λδ).
Foratura: tracce di foratura.
Rigatura: a secco, sistema 1 Leroy; tipo 2-21-11 / 2-2 / 0 / C Muzerelle (34C2 Leroy-Sautel).
Specchio rigato: mm 270×82+28+80; dimensioni 25<9≤80(28)80≥9>20; 45; 23; 5; 15<270>25; 5; 38 (Muzerelle, 155-158); interlinea mm 10.
Righe: 23 righe per pagina; rapporto linee/righe 1:1.
Disposizione del testo: a due colonne.
Scrittura e mani: un'unica mano verga l'intera unità codicologica in Perlschrift ieratica riferibile al terzo quarto del secolo XI e a un'area centrale dell'impero. La scrittura di questo codice può essere accostata a quella di alcuni manoscritti datati: del Vind. Hist. gr. 6 (Menologio), del 1054; il Menologio Par. gr. 580 + Par. gr. 1499, del 1055-1056, copiato da Eutimio, collaboratore del copista del Metafraste; Vat. gr. 463 (Gregorio Nazianzeno e Giovanni Crisostomo), vergato da uno scriba Simeone, a Costantinopoli, nel 1062; del medesimo anno, il Laur. 4.16 (Quaestiones et responsiones di Anastasio Sinaita). [Tavv. 1, 2]

Decorazione: 1051-1075; iniziali: semplici, ornate, iniziali ornate alle cc. 6r; 78r; 126r; 212r; iniziali semplici in oro all'inizio di ogni paragrafo; pagine: 12 ornate (cc. 1v-5r; 6r; 78r; 126r; 212r), tavole dei Canoni Eusebiani; Blütenblattstil di origine constantinopolitana, accostabile allo stile decorativo del cosiddetto atelier del Metafraste.

cc. 1v-5r
Autore: Eusebius: Caesariensis <ca. 260-ca. 339> (DOC, 1, 706-736).
Titolo identificato: Canones Evangeliorum, CPG 3465.2.
Osservazioni: a c. 1r note di possesso e probationes calami.
Cc. 1r, 5v sono bianche.

cc. 6r-77r
Titolo identificato: Bibbia. Nuovo Testamento. Vangelo secondo Matteo, in greco.
C. 77v bianca.

cc. 78r-125r
Titolo identificato: Bibbia. Nuovo Testamento. Vangelo secondo Marco, in greco.
C. 125v bianca.

cc. 126r-211v
Titolo uniforme: Bibbia. Nuovo Testamento. Vangelo secondo Luca, in greco.

cc. 212r-233v; 236r-272v
Titolo uniforme: Bibbia. Nuovo Testamento. Vangelo secondo Giovanni, in greco.
Testo expl. mutilo λέγει αὐτῶ τὸ τριτον (c. 272v).
Osservazioni: cc. 212r-233v: J 1, 1 - 7, 52; cc. 236r-272v: J 8, 24 - 21, 17. Fino al termine del Vangelo di Giovanni manca una quantità di testo compatibile con la perdita di una sola carta finale.

Ang. gr. 123/2

1280-1320membr. cc. 2 (cc. 234-235) mm 377290 (c. 234).

Fascicolazione: le cc. 234-235 costituiscono un unione.
Segnatura dei fascicoli: a c. 234r, nell'angolo inferiore interno, il fascicolo è segnato λ.
Foratura: tracce di foratura nel margine esterno.
Rigatura: rigatura a secco, incisione su lato pelo; 2-2-11/0/1-1/JJ Muzerelle (P2 20E2 Leroy-Sautel).
Specchio rigato: mm 255×80+30+82; dimensioni 25<8≤80(30)82≥8>57; 50<225>68 (Muzerelle, 155-158); interlinea mm 10.
Righe: 23 righe per pagina; rapporto linee/righe 1:1.
Disposizione del testo: testo disposto su due colonne.
Scrittura e mani: scrittura minuscola mimetica, verisimilmente della fine del secolo XIII o dell'inizio del XIV, di non ottima esecuzione. Compare lo iota sottoscritto, l'esecuzione è rigida e sono visibili alcuni ingrandimenti di lettere che tradiscono gli influssi della Fettaugen Mode. [Tav. 3]

Decorazione: 1280-1320; iniziali: semplici.

Storia: unità codicologica dipendente, costituita da un restauro realizzato tra la fine del secolo XIII e l'inizio del XIV, forse al Monastero di San Giovanni Prodromo di Petra, a Costantinopoli.

cc. 234r-235v
Titolo uniforme: Bibbia. Nuovo Testamento. Vangelo secondo Giovanni, in greco.
Testo inc. acefalo καὶ σὺ ἐκ τῆς Γαλιλαίας (c. 234r), expl. mutilo ἐν ταῖς ἁμαρτίαις ὑμῶν (c. 235v).
Osservazioni: J 7, 52 - 8, 24.

Bibliografia a stampa: B. de Montfaucon, Paleographia graeca sive de ortu et progressu literarum graecarum et De variis omnium saecolurom Scriptionis Graecae generibus: itemque de Abbreviationibus & de Notis variarum Artium ac Disciplinarum. Additis Figuris et Schematibus ad fidem manuscriptorum Codicum. Opera & studio D. Bernardi de Montfaucon, Sacerdotis et Monachi Benedectini è Congregatione Sancti Mauri, Parisiis, apud Ludovicum Guerin, sub signo S. Thomae Aquinatis; Viduam Joannis Boudot, sub signo Solis aurei, et Carolum Robustel, sub signo Arboris Palmae, 1708, 290-291, 510-513.
J. Blanchinus, Evangeliarium quadruplex latinae versionis antiquae seu veteris italicae, Romae, typis Antonii de Rubeis, 1749, DLXI-DLXXII.
G. Muccio-P. Franchi de' Cavalieri, Index codicum graecorum Bibliothecae Angelicae, in "Studi italiani di filologia classica", 4 (1896), 7-184, qui 163.
E. Piccolomini, Index codicum graecorum Bibliothecae Angelicae. Ad praefationem additamenta, in "Studi italiani di filologia classica", 6 (1898), 167-184, qui 174.
K. Aland, Kurzgefasste Liste der griechischischen Handschriften des Neuen Testaments, Berlin-New York 1994 (2ª ed.), 57 nr. 178.
S. Moretti, Vulgo ‘miniatura’ appellatur: i manoscritti greci miniati e decorati delle biblioteche pubbliche statali di Roma, in "Nuovi Annali della Scuola speciale per archivisti e bibliotecari", 18 (2004), 61-97, qui 61, 65 n. 12, 68-70, figg. 6-8 (riproduzione delle cc. 2r, 5r, 212r).
S. Rito, Un vangelo di età comnena dal monastero del Prodromo di Petra a Costantinopoli: l'Angel. gr. 123, in "Nuovi annali della Scuola speciale per archivisti e bibliotecari" 20 (2006), 5-17.
A. Cataldi Palau, The manuscript production in the monastery of Prodromos Petra (twelfth-fifteenth centuries), in: Ead., Studies in greek manuscripts, Spoleto 2008, 197-207, qui 200 e tav. II, 2a.

Fonti: A. Rocchi, La Badia di S. Maria di Grottaferrata, Roma 1884.
Hierarchia catholica medii et recentioris aevi, Monasterii [poi Padova] 1935-.
L. Ferrari, Onomasticon. Repertorio biobibliografico degli scrittori italiani dal 1501 al 1850, Milano 1947.
R. Janin, La géographie ecclésiastique de l'empire byzantine, II, Les églises et les monastères des grands centres byzantins, Paris 1975.
Archivio Biografico Italiano, München 1987-.
V. Volpi, DOC. Dizionario delle opere classiche, Milano 1994.
J.-H. Sautel, Répertoire de réglures dans les manuscrits grecs sur parchemin. Base de données établie par Jacques-Hubert Sautel à l'aide du fichier Leroy et des catalogues récents, Turnhout 1995.
D. Muzerelle, Pour décrire les schémas de réglure. Une méthode de notation symbolique applicable aux manuscrits latins et autres, in "Quinio", 1 (1999), 123-170.

35957.


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